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sabato 19 agosto 2017

L’ALTRA SIBERIA








Avete mai sentito degli yuakaghiri?
La Wikipedia: "Gli jukaghiri .... sono un gruppo etnico della Siberia orientale. Vivono sulle sponde del fiume Kolyma. Secondo il censimento russo del 2002 vi erano 1.509 jukaghiri in Russia, mentre nel censimento sovietico del 1989 ne erano stati registrati 1.612.”

Gli yukaghiri sono l’unica tribù  dell’Estremo Nord  che usa ancora  le frecce per la caccia,  fa i tatuaggi colorati sulla pelle e mette dei simboli totemici alle entrate nelle abitazioni. Erano abilissimi nella lavorazione dei metalli (da notare il loro uso disinvolte dell’oro: lo usavano come un metallo qualsiasi, in casa... a volte le pallottole per i fucili  si facevano in oro). Ma  ho deciso di parlare di loro a causa di un’interessante intervista  con un vecchio sciamano yukaghiro che solleva il velo su una pagina dimenticata (o meglio, mai conosciuta) della storia siberiana.

Oggi nel web russo si può trovare e leggere moltissimi materiali che vanno al di là (molto al di là, per la verità) della storia ufficiale del pianeta e dei suoi popoli. Non sarà facile far accettare l’altra storia a tutti... ma le notizia sbalorditive filtrano lo stesso, come l’acqua che quando  arriva, lo fa e basta, esce e supera tutti gli ostacoli.
La Siberia è sempre stata considerata dalla scienza/storia  ufficiale una terra “non storica", nel senso che si è sempre negata l’esistenza, in Siberia,  dell’uomo bianco, prima della “conquista della Siberia” da parte dei russi (XVI sec.).
Questo materiale viene dal sito russo http://kadykchanskiy.livejournal.com/225538.html, poi ripreso e condiviso nel web, dove è riportata la trascrizione dell’intervista (durata 8 ore e mezzo) all’ultimo “principe” degli yukaghiri, morto nel 2008, all’età di 89 anni; il suo nome è omesso per il volere dei suoi parenti che non desideravano che fosse  rivelato. Ma lo posiamo chiamare non solo uno Sciamano ma anche un Custode della storia siberiana. L’aveva intervistato  il ricercatore siberiano  e storico dei suoi “piccoli popoli” G.Tynegatin.

Cosa aveva detto questa persona? Riassumo una parte dell’intervista, con alcune abbreviazioni.

“Non credete alla storia scritta. Tutte le fonti scritte, o quasi tutte, si scrivevano per servire le autorità.  Nel miglior caso, potevano dire le mezze verità. Come facevano? Dalle fonti si cancellavano  le idee dei popoli conquistati, la loro fede, la loro storia, e poi si imponeva la fede dei conquistatori. Tra due-trecento anni nessuno si ricorderà che nella Russia nord-orientale esistesse un gigantesco regno vedico,  con centinaia di città. I loro resti, i loro sacrari, le loro sculture, stanno ancora nella taiga, sui monti, nella tundra. Ma non hanno potuto cancellare le leggende, le fiabe,  il patrimonio orale.”

- “Hai ragione! Sarà per questo  che anche a noi in Russia si imponevano prima il “paganesimo”, poi il cristianesimo...”

- “Certamente. Qualsiasi religione è un ridotto frammento della concezione del mondo, e la sua regola principale è “dividi et impera”... ma la cosa spaventosa è che la fede religiosa priva della “Conoscenza" si accompagna sempre dal fanatismo...
“Dio è con noi”, “guerra agli infedeli!”...  Nel nostro caso, le religioni hanno aiutato il nuovo potere a trasformare i popoli del nord in un obbediente gregge che non ricorda la sua storia.

I primi cristiani ci avevano raccontato di un Dio misericordioso, e la nostra gente  ci aveva creduto... poi erano venuti i cosacchi che hanno portato il vaiolo, la sifilide, ed altre malattie le quali i nostri guaritori non sapevano curare. Poi era iniziato lo sterminio di massa delle renne, della selvaggina, dei pesci. Gli yukaghiri  si prendevano solo una piccola parte della selvaggina, per sopravvivere. La Natura si era ribellata; le bestie se ne andarono, gli uccelli pure. Una volta eravamo in tanti, si diceva che le luci delle nostre case facessero invidia alla Via Lattea, tante erano.
Dopo l’arrivo degli uomini bianchi che credevamo dei nostri fratelli, eravamo  rimasti in alcune centinaia...

-“Dici che li avete accolto come fratelli. Possibile che ci fossero anche prima degli incontri simili?”

- “Te l’ho detto che gli uomini bianchi sono sempre vissuti qui. Anche noi siamo i loro eredi. Nei tempi antichi tutte le terre del nord erano piene delle città.
Dove sono? Sono diventate terra, perché erano costruire di legno e di  terra, ma i loro resti si possono ancora trovare, come le loro comunicazioni sotterranee. Ciò che era sopra o è marcito o è bruciato. Ci sono ancora alcuni posti proibiti, con i passaggi sotterranei... secondo i racconti, gli uomini bianchi   che prima vivevano qui, erano andati lì.”

"Tornando agli sciamani, voglio dire questo. Oggi lo sciamanesimo è considerato una tradizione asiatica, ma è un errore, perché  le sue radici si perdono nell’antichissima storia dei popoli nordici bianchi.
Anche qui si può vedere le tracce  dell’alterazione della Tradizione e della Storia.  I furbi uomini di scienza e i vari truffatori ora dividono gli sciamani in bianchi e neri. Sembra che gli uni comunichino  con gli spiriti buoni, e gli altri con quelli cattivi. Ma tu lo sai già che per gli Elementi  i concetti “bianco-nero”, “buono-cattivo”  sono privi di senso, sono i concetti dlel’uomo. Loro  ci vedono bene sia di giorno sia di notte, non avendo degli organi dei sensi primitivi come i nostri.

Perciò  le parole “Sciamano Bianco” significano  una cosa sola, che questo sciamano è BIANCO! Un uomo bianco di tipo europeo.  E uno sciamano nero significa che si tratta di un uomo di razza mongoloide, o asiatica.Vedi come tutto è semplice?
Ricordati che lo Sciamano non governa gli spiriti, si mette d’accordo con loro. Se uno del nord dovesse capitare in Africa, sarà impotente, perché gli spiriti del posto non lo conoscono...”

-“Secondo te, chi aveva conosciuto per primo la Tradizione? Possibile che fossero stati i boreali?”

- “I boreali, chi?”

- “Così si chiamano adesso gli antenati dei popoli nordici... dal “boreale”, “nordico”.

- “Si, credo che sia stato così. Io penso  che all’inizio  l’antica Tradizione la conoscessero solo i nordici bianchi. Gli altri popoli, che vivevano vicino a loro, avevano assimilato la loro tradizione. Ma non hanno potuto conservare tutto come lo era all’origine, a causa del loro carattere o la lingua. Hanno cambiato notevolmente, alterandola, la parte rituale, e la parte segreta della conoscenza, quella che veniva tramandata solo oralmente, o l’hanno dimenticata o l’hanno alterata. O forse questa parte non è mai stata loro affidata, semplicemente, dai boreali.  Poi, c’è stato il mescolamento dei bianchi con gli asiatici che erano venuti al nord. E ora quando senti la parola “sciamano”  vedi uno yakuto o un tunguso che batte il tamburo vicino ad un falò.

Ma gli sciamani  bianchi dell’antichità sapevano lavorare con gli elementi (voi dite, le energie), e i moderni stamani neri  sono soltanto dei mediatori  tra il mondo dello spirito e il mondo degli uomini. Vedo qui il degrado  della Tradizione nella mani dei noi iniziati che trasmettono semplicemente una fetta dell’informazione, a volte senza capire ciò che stanno facendo. E la gente ci crede... il Sapere, òa Conoscenza,  è la base di tutto... Sapere e credere, sono due cose completamente diverse.”

(le illustrazioni sono del pittore Vsevolod Ivanov)

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