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martedì 20 dicembre 2016

LA RADIESTESIA E’ UNA COSA SERIA O E’ ROBA DA INDOVINI? E’ SERISSIMA, SE FATTA CON LA CONSAPEVOLEZZA.



LA RADIOESTESIA NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO

La radiestesia (la ricezione delle risposte del subconscio tramite l’uso del pendolo) è conosciuta da secoli, e ha avuto i suoi periodi di gloria e d’oblio. Non starò qui a raccontare come la facevano nellantica Cina e come cercavano l’acqua i rabdomanti  di tutto il mondo nel corso dei secoli... tutti i libri sulla radioestesia iniziano da queste escursioni nella storia del pendolo. 
Ricordiamo i libri dell’ingegner P.Zampa (un classico, in Italia), e non posso non menzionare la mia “bibbia” degli inizi: F. Bortone “La radioestesia applicata alla medicina”, il libro che aveva soggiornato sulla mia scrivania per anni.

Da quando è venuta di moda la visione olistica, più o meno dalla metà degli anni 70, l’interesse per la radiestesia si rinnovò, e da allora sempre più attenzione, pur rimanendo una disciplina di nicchia, godette in Italia anche la radionica.

Un giorno incontrai una conoscente che non vedevo da anni. 

- "Oh, Olga...cosa fai nella vita, di che ti occupi?"  
Iniziai a risponderle col piede sbagliato, dicendo:
- “Mi occupo di radionica e radioestesia”. Invece di dire “Ma insomma, lavoricchio...
- “E cos’è?”
- “E’ una disciplina che ha a che fare con le energie sottili... il contatto con il subconscio tramite il pendolo... l’analisi, la cura delle nostre malattie a livello sottile..”

A questo punto avvertii un vento di rifiuto proveniente dal cuore di questa donna e diretto nel mio.
- “Oh, per l’amore del Cielo.”
Già, certe cose  non si possono dire a dei conoscenti incontrati alla fermata dell’autobus. E nemmeno a tanti amici!

E sapete perché?
Perché nell’immaginario di un uomo medio il pendolo è associato ad un cartomante che si vede ogni tanto su qualcheTV locale. E anche perché c’è chi insegna a indovinare i numeri del lotto, con il pendolo. E c’è chi lo gira sulla tavoletta Ouija per comunicare con i morti. 
Cose essoteriche, strane...   per l’amor di Dio.
Il pendolo è visto, dall’uomo medio, non senza la complicità dei media e delle fonti “scientifiche”, un po’ come la sfera di vetro e i tarocchi. Insomma, una della tante bufale!

Mi dispiace tanto per questo nobile mezzo dell’autoconosenza
- La radiestesia NON è un mezzo di divinazione.
- La radiestesia è un’antichissima arte che aiuta a connettersi con il proprio subconscio.
- La radioestesia serve soprattutto per conoscersi, ma anche per curare se stessi.
- Se fatta bene, nel rispetto delle regole, e con costanza, la radiestesia permette di capire che cosa non va nella nostra salute e soprattutto PERCHE’ non stiamo bene. 
Permette di capire molte cose sulla nostra mente, sulla psiche e su ciò che ci circonda, individuando cose utili e nocive.

Come iniziare? 
Cosa dobbiamo stabilire, prima di mettersi alla scrivania, con il pendolo nella mano? Questo post è destinato ai novizi. 
Ma badate... in radioestesia spesso si rimane novizi per ANNi. Ovvero, non si va avanti, non si progredisce insistendo sulle tecniche di lavoro sbagliate e soprattutto, utilizzando il pendolo per scopi futili. 
Inoltre, il vostro risultato dipende da quanto lavorate, dal grado della sicurezza acquisita, dalla pulizia dei vostri corpi sottili, e, per primo, dalle FONTI con le quali comunicate. 

COME LAVORARE:

1. Bisogna concordare il nostro "SI" e il nostro "NO". Il "Si" più diffuso significa il giro del pendolo in senso orario; il "No" più diffuso è il giro del pendolo in senso antiorario, oppure la sua oscillazione avanti/indietro. Il mio “no” oscilla. 

2. Le domande devono essere molto precise. La vostra domanda deve presupporre UNA SOLA RISPOSTA, E NON DUE O PIU' risposte. E' bene ripetere mentalmente la domanda (io i primi tempi scrivevo la mia domanda su di un foglietto e la mettevo sul quadrante, di modo che fosse nel mio campo visivo). Se fate così, entrerete più facilmente nello stato del vuoto mentale che presuppone l'assenza di altri pensieri.
Non si deve stancarsi mentalmente, cercando di concentrarsi. La concentrazione sulla domanda non significa uno sforzo di volontà.

3. Si deve avere una visione positiva del pendolo, e non avere dubbi circa la riuscita ("io non sono capace", "chissà se ci riuscirò"). E' meglio lavorare senza testimoni. Non si può aspettare grandi risultati, dubitando, contemporaneamente, delle proprie capacità, anche se all'inizio gli errori ci saranno (e sono possibili sempre, ma col tempo si riesce a riconoscerli e a evitarli).

4. Se si lavora per un'altra persona (foto), chiedete se le Forze Superiori vi danno il permesso di farlo (Si/No).

5. D'altra parte, bisogna evitare di essere presuntuosi, anche se la vostra sensibilità radioestesia è alta, sull'80-90%. Ci si controlla sempre, si chiede "tale risposta è possibile?"; "C'è un errore nella risposta?". E' l'inizio di una stretta collaborazione con il proprio Sé Superiore, e la strada, se siete seri, sarà lunga.

6. Se sentite di avere addosso delle energie negative, o se volete curiosare sulla vita/salute degli altri, è meglio non iniziare nessuna ricerca. Più la persona è "retta", migliori sono i suoli risultati. Il discorso della pulizia sottile dell’operatore è un discorso a parte, per il momento lo ometto. 

7. Molti russi consigliano di lavarsi e mani, dopo aver terminato una seduta di lavoro col pendolo. Se non ne avete la possibilità, immaginatelo; fatelo mentalmente. La Puchkjò consigliava di sciacquare anche il pendolo. Gli autori italiani consigliano di far passare il penzolo nell'incavo della mano sinistra, di scuotere il pendolo, e di passarlo tra i poli di una calamita. Tutto ciò dovrebbe togliere le "rimanenze”.

NON SI PUO’:

1. Cercare di indovinare il futuro. Il pendolo non è uno strumento di divinazione. E' altamente possibile l'autoprogrammazione, anche se vi direste di essere onesti con voi stessi. 
La stessa riguarda la ricerca nel campo sentimentale: purtroppo, molti libri sulla radioestesia pullulano di grafici sentimentali, e sono allettanti. 
Credetemi (perché avevo fatto questo errore), la risposta non sarà mai giusta, il pendolo si autoprogrammerà e rifletterà le vostre profonde speranze, nulla di più.

2. Non si deve lavorare se siete stanchi, irritati, malati, demotivati.

3. La radiestesia è una cosa seria, perciò, niente "autisti della domenica”! 
Scordate i passi in avanti se lavorate ogni tanto, quando ve la sentite. Nessun concertista serio, nessun cantante, nessun danzatore, nessun sportivo lavora "ogni tanto"; si lavora sempre, si fa l'esercizio con regolarità.

4. L'apprendimento è lento ma non è noioso. Esplorate voi stessi prima di decidervi di aiutare gli altri. E se lo fate, mantenete il segreto, anche perché i vostri risultati potrebbero essere sbagliati, non spaventate la gente con certe "diagnosi" affrettate!

5. Non si deve fare delle dimostrazioni dei "poteri": le risposte saranno sempre sbagliate.
…Questi sono solo alcuni aspetti di lavoro con il pendolo. Basta iniziare, con la massima serietà, e vedrete che sarà difficile fermarsi, perché è il modo migliore per conoscere se stessi e crescere spiritualmente, in piena consapevolezza.

RADIESTESIA: FISICA, MENTALE, E….? Con chi ci colleghiamo? 

Se avete letto dei libri sulla radioestesia, o fatto i corsi, ricorderete che esistono due punti di vista sul fenomeno radiestesico, o due scuole: fisica e mentale.

1. La scuola fisica sostiene che tutto irradia, e il radiestesista è un recettore che capta i segnali energetici tradotti nei movimenti involontari dei muscoli della mano che tiene il pendolo;
2. Secondo la scuola mentale il radiestesista sfrutta le enormi possibilità del suo essere profondo e del suo pensiero. In questo senso la radiestesia è un fenomeno extrasensoriale ed è vicina alla telepatia e alla chiaroveggenza;

3. E secondo alcuni ricercatori russi il radioestesista interagisce con i campi informazionali dell’Universo sfruttando le proprietà del “campo torsionale” grazie al quale ogni oggetto esistente potrebbe essere percepito contemporaneamente nel passato, nel presente e nel futuro.

Cosa dobbiamo fare? 
Con chi ci si collega? Il tranello della radioestesia è quello di ricevere una certa (spesso cospicua) entità delle risposte errate, chiaramente suggerite dalla coscienza, dalla mente conscia... ed è la ragione per cui molti abbandonano le ricerche, convinti che non ne vale la pena di continuare (“tanto sbaglio troppo...”).

Occorre imparare a COLLEGARSI COSCIENTEMENTE CON IL SUBCONSCIO per accedere a questa informazione. La capacità di auto-analisi e di auto-guarigione, secondo la Puchkò, ci è data dalla Natura.
Lavorare con il pendolo significa, in pratica, APRIRE IL CANALE “SUBCONSCIO-COSCIENZA” e sfruttare questa apertura. 
E in seguito, lavorare guidati dal proprio Sé Superiore, di cui il Subconscio è una parte integrante. Una sua parte mortale, che si rinnova ad ogni nuova incarnazione...a differenza dalle altre due: Anima e Spirito. 

E il radiestesista deve sapere quanto sulle sue risposte possano pesare le condizioni in cui si trova tutto il suo essere multidimensionale, e i suoi corpi sottili, prima di tutto. Sapere e provvedere.
Nelle opere dei russi: Puchkò prima, e Pavel (“Le Energia della Garigione”), dopo, si stanno tracciando, a mio parere, le basi della radioestesia spirituale che non nega l'approccio mentalista o quello fisico, ma li pone sulle basi molto più profonde.


Ma non è ancora arrivata la giusta stagione per il riconoscimento di questa necessità...

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