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lunedì 13 marzo 2017

QUALI STRUMENTI ABBIAMO PER COMUNICARE CON IL SE' SUPERIORE?





Un giorno mi fu fatta questa domanda: “Si parla del Sé Superiore, ma quali strumenti abbiamo per lavorare con lui?”

La domanda fece centro, perché è uno dei miei argomenti preferiti, non semplice, e… poco chiaro per molti operatori del settore.
Io avevo incontrato ai seminari diverse persone che dicevano di essere in continuo contatto con il proprio Sé Superiore, ma visti i dettagli e gli avvenimenti di certe vite, malattie gravi comprese, sinceramente, viene qualche dubbio. 
Nella mia comprensione, il contatto con il Sé Superiore significa aver trovato la strada... significa aver dato l’ascolto a questo saggio e unico maestro, che ti suggerisce le tecniche  da seguire per  guarire, ti mette in guardia contro i falsi maestri,  o i venditori di un prodotto  fasullo,  spacciato per una medicina universale. L’intuito: è anche la voce del Sé Superiore, anche se non sono due cose identiche. 

I metodi olistici non se ne occupano e la questione del Sé Superiore resta vaga, tracciata per lo più nelle canalizzazioni o nei libri esoterici. 
Leggendo certe descrizioni ò senza nulla togliere al valore di alcune dottrine - capisci che è più un concetto che soddisfa l’ego che una risposta alle reali esigenze dell’evoluzione spirituale

E piuttosto che con il Sé Superiore, è molto più semplice collegarsi con la Mente, e s'intende la mente conscia, la coscienza. Sulla mente sono scritte valanghe di articoli, iniziando  dai grandi maestri orientali e finendo con l’insegnante di yoga in un circolo di quartiere.

Ma prendiamo la radiestesia.
Le informazioni dove le prende, il radiestesista?
Un altro concetto poco chiaro... ma è fondamentale darne una risposta, se  non vogliamo commettere degli errori. Molti autori preferiscono non specificarlo, sempre a causa dell'assenza di un modello del Sé Superiore condivisibile dai vari modelli della realtà.
Si legge: il radiestesista li prende dal subconscio, o anche dall'inconscio.

Mi sono ripromessa di rileggere bene alcuni testi per capire questa faccenda: chi è la fonte suprema che ci parla, secondo  gli autori del manuali che avevo letto e studiato prima dei russi??
Eccone alcuni esempi.

Krayon: “... Il tuo sé superiore sei tu. Sei vero tu. Il sé superiore è il vero te stesso, la tua coscienza dell’anima totale. Tu che stai vivendo sulla Terra sei solo una proiezione della coscienza del tuo sé superiore. Il sé superiore sei tu completo... Il sé superiore è quello in possesso del contratto spirituale, il piano che hai fatto per te stesso prima di incarnati. Lui o lei ha il manuale di istruzioni e il tuo progetto di vita tra le sue mani.
.... Il Sé Superiore risiede nel tuo DNA. E tuo DNA si trova in tutte cellule del tuo corpo".

Eva Pierrakos: “...Ogni essere vivente ha un sé superiore o scintilla divina. Questo è il più raffinato e radiante dei corpi sottili, con la frequenza vibratoria più alta".

Louise Hay: “.. ho iniziato nel 1998 ad avere delle conversazioni con quello che definisco “Sé Superiore” ma potrebbe anche chiamarsi “Guide Spirituali”, “Maestri Spirituali”. Non è importante il loro nome in sé ma quello che ti può portare come aiuto e appoggio”.

Quindi, il Sé Superiore, a seconda del punto di vista, è:
- il DNA, la coscienza dell'anima totale
- il corpo sottile, molto raffinato
- guide spirituali.
- ………

E' possibile lavorare radiestesicamente in base a dei concetti così diversi, pur rendendo il dovuto a questi maestri? Non credo.
Come si fa a collegarsi a qualcosa che si percepisce come una cosa astratta e poco definita? Impossibile.
Per questo io  ritengo fondamentale il fatto che nella radionica russa esiste un “MODELLO”  del SE’ SUPERIORE”, e per di più, è un modello adatto a essere compreso ed esaminato radiestesicamente, da qualsiasi operatore.


Ognuno di noi, prima o dopo, tramite una sofferenza, o una malattia, a volte karmica, tramite una risoluzione dei problemi, subisce dei cambiamenti che comportano  una pulizia spontanea del Sé Superore. Per trovare se stesso, o la strada che deve fare in questa vita...

La vita ci insegna...
Come in questa storia vera, raccontata dallo scrittore russo Piotr Mamonov:

"Ogni persona che incontri sul tuo cammino è un Angelo.
E' un tuo aiutante, e l'hai incontrato non a caso. O ti mette alla prova, o ti ama. Tertium non datur.
Una volta fui a bere con un amico, e ci lasciammoi tardi. Il mattino seguente lo chiamai io per sapere com'era arrivato a casa, e mi dissero che è rimasto sotto un treno, perso entrambe le gambe.
Una tragedia terribile vero?
Sono andato a trovarlo all'ospedale, che orrore…
Lui era uno orgoglioso, tetro. Dopo l'incidente ha cambiato carattere ed è diventato modesto e anche allegro.
Si mise le protesi, si sposò, ebbe 4 figli. Ora scrive i libri per l'infanzia, è pieno di felicità fino alle orecchie. Ecco come Dio guarisce le anime con le malattie fisiche!
Se non gli fosse successo ciò che era successo, sarebbe rimasto così com'era, diventando sempre più duro, come una crosta di pane secco. Questa è una delle via difficilissime, ma veloci, per una purificazione dello spirito.
Bisogna ogni minuto imparare, ogni minuto riflettere su ciò che diciamo. E creare, creare, creare.
A volte la vita picchia, e i suoi colpi sono delle medicine. Il castigo è una lezione. Dio ci insegna come un padre… un bambino si dimena, ma il padre non gli molla la mano, altrimenti scappa e rimarrà sotto un tram. Così anche Dio. Le tentazioni sono degli esami.
A che cosa servono gli esami? per passarli. Diventiamo più puliti. L'oro lo fondono nei forni, perché diventi puro. Anche per le nostre anime è così. Dobbiamo sopportare le perdite e dolori senza fare domande: perché, perché a me? E' la nostra via.
Il vero senso della vita è amare.”

Questa è una pulizia del Sé Superiore  spontanea, praticata dalla Vita. 

Invece, un operatore della radionica russa può pulirlo in maniera consapevole.  Perché ha in mano un modello del Sé Superiore analizzabile con i mezzi della radioestesia.

La visione del mondo abbozzata dalla Puchkò e portata avanti da Pavel, è basata sulla spiritualità intesa come un contatto quotidiano, solido e stabile, con il proprio Sé Superiore.

Il Sé Superiore, nella radionica spirituale russa, a differenza dai punti di vista della letteratura olistica ed esoterica, è  una connessione VIVA, VIBRANTE, RADIOSA, tra lo Spirito, l'Anima e il Subconscio, di cui solo il Subconscio è mortale, nasce e muore in ogni nuova incarnazione, mentre altri due componenti fanno parte del sistema della Mente Suprema. E' bene esserne consapevoli…

Secondo il pensiero della Puchkò, l’uomo multidimensionale, fatto “a immagine”, deve riflettere il principio divino, e questo è riflesso nello spazio del suo Sé Superiore.
E’ una sorta di «triangolo»: Spirito, Anima e Subconscio.

C'è una piccola differenza: per la Puchkò era la Coscienza che si collegava con lo Spirito e l'Anima, ma secondo alcuni,  certi  passaggi del libro principale della Puchkò, «La conoscenza radiestesica dell'uomo»,  fanno pensare che l'autrice andasse verso la riconoscenza del Subconscio in qualità  della struttura principale del Sé Superiore (lei parlava  della «genialità» del subconscio).

Io nei miei studi ho adottato la versione di Pavel.

Per Pavel, lo Spirito e l'Anima  ci vengono dati, da
parte della Mente Suprema, nei primi due mesi dello sviluppo embrionale. Poi inizia a svilupparsi il Subconscio  e continua a farlo per tutta la durata della vita.


1.L'anima:  secondo Pavel, durante l'intervallo tra le vite si conserva in Akasha,  e mantiene le particolarità psico-emozionali accumulate dall'individuo nel corso delle incarnazioni. 
L'anima:
-       conserva il karma individuale,
-       mantiene le principali caratteristiche della nostra psiche,
-       crea il carattere della persona,
-       controlla le emozioni (è il suo compito più importante).

Il lavoro ordinario dell'Anima è  la generazione ed il controllo delle emozioni (con la partecipazione dello Spirito e della Coscienza).
L'anima può migliorare o peggiorare le proprie particolarità psico-emozionali  solo durante la permanenza in un Sé Superiore, e cioè, durante i periodi trascorsi sulla Terra.
L'anima possiede un certo codice immutabile.  Le nostre incarnazioni creano dei sinonimi di questo codice/»nome cosmico».
Lo spirito accede al codice cosmico quando si unisce con l'anima, sempre secondo Pavel, al 28° giorno prima della nascita, e lo assume come superiore, pur possedendo il proprio.

Come potremmo migliorare il nostro karma, lasciando da parte le solite pulizie esoteriche?
Potremmo  lavorare sulle nostre emozioni, quelle negative soprattuto.  Possiamo definire il loro livello, così come l'avevamo  ereditato dalle precedenti incarnazioni.
Possiamo  eliminare i programmi psico-emozionali negativi che si formano in base alle emozioni negative (il completo protocollo di lavoro su questi  non esiste ancora). 
Possiamo lavorare sugli engrammi che rafforzano le nostre emozioni negative.

2.Lo Spirito   durante l'intervallo tra le vite  si conserva in Akasha, si rinnova e  viene ripulito da tutti i programmi negativi. Lo spirito  introduce il «soffio vitale», avvia il funzionamento di tutti gli organi,  mantiene il programma dello sviluppo dell'organismo. Mantiene il contatto con la Mente Suprema, con l'Angelo Custode, con il mondo esterno.

3.Il Subconscio di ogni persona ricorda e rigistra tutto ciò che gli  era accaduto sin dal periodo prenatale.
Il subconscio è anche un fedele aiutante dell'Anima e dello Spirito nell'ambito del corpo fisico. Il subconscio è un anello intellettuale di congiunzione tra:
-       Anima e Spirito;
-       Tra il Sé Superiore e tutti i corpi non fisici ;
-       Tra il Sé Superiore e la Coscienza

Dunque, il subconscio raggruppa tutti i livelli dell'uomo, racchiude tutta l'informazione funzionale dell'organismo  che viene da ciascun biocomputer periferico,  cioè da ciascun organo - non dimentichiamo che stiamo parlando dei modelli basati sull’esistenza del biocompter umano; raccoglie anche tutta l'informazione proveniente dalle entrate di energia (occhi, orecchie, bocca, pelle ecc).
Il lavoro radiestesico è possibilie solo grazie a questa caratteristica del subconscio.

Il Subconscio è MORTALE, a differenza dall'anima e dallo spirito, perché si riferisce soltanto al corpo fisico.

Quanti di noi comunicano con il proprio Sé Superiore? Non molti. 
Secondo le stime di Pavel, si tratta dello 0,00008% della popolzione del globo terrestre. Non stupitevi di questa cifra, credo che sia davvero così.

Perché ci è così difficile stabilire un contatto vadido con il nostro Sé Superiore?
Per Pavel tutte le difficoltà  della comunicazione della nostra coscienza  con il Sé Superiore e con il Sistema sono spiegabili:
-       dal basso livello dello sviluppo della coscienza, 
-       dalla erroneità di molti modelli dell'Universo,
-       dal  basso livello dello sviluppo spirituale di molte persone (Pavel li chiama «spiritualmente dormienti»),
-       dall'eccessiva attività  delle emozioni negative...

Abbiamo un vastissimo campo di lavoro davanti. Basta avere la voglia di lavorare (su se stessi).












mercoledì 8 marzo 2017

“IO PARLO CON GLI ORGANI"





E una tecnica bio-informazionale russa. 
Il suo autore, nickname Vl@d, l’aveva condivisa generosamente in rete.
Mi era già capitato di conoscere alcune persone che affermavano di sapere che i loro organi li possono “sentire”, e la pratica di parlare con gli organi era, per loro, piuttosto normale.
Poi ho scoperto questa tecnica, per la quale ringrazio infinitamente il suo autore: è semplicissima ed anche divertente. Ma soprattutto, concreta, inedita, originale, e profonda. 

Vl@d è  massaggiatore, ma anche un radioestesista, operatore che lavora con le tecniche Puchkò. Dice, nel suo lungo post in un Forum russo:  “25 anni fa avevo scoperto che gli organi interni sentono ed eseguono i miei comandi mentali”.

Che cosa sono i comandi mentali? Il pensiero  è un concentrato di energia,  e non può essere neutro: ha sempre un segno negativo o positivo.
Un giorno gli portarono un suo amico, che non riusciva a respirare.
Al controllo delle vertebre risultò che la settima vertebra dorsale era fuori posto. La mise a posto. Il paziente si alzò sollevato, ma aveva ancora qualche problema con la respirazione, e allora Vl@d  pensò: “Devo dare il comando anche ai muscoli di questa vertebra,  devo dirgli di rilassarsi”. Non appena lo pensò, il paziente crollò per terra. Controllò di nuovo le vertebre, e la settima vertebra dorsale era nuovamente fuori posto.
Così lui  riuscì a capire che il pensiero fosse un arma di grande potenza. Quando i muscoli si rilassarono, la vertebra tornò subito fuori sede, dove era prima.  Doveva invece, dare ai muscoli il comando formulato diversamente: non dovevano rilassarsi, ma “mettere la vertebra al posto predisposto dal Creatore”.

Dice Vl@d: “Non conosco i limiti per lavorare con le forme-pensiero". 

Ecco uno degli esempi:  “Sto parlando al telefono con una signora mia amica, a 4000 km di distanza da me.  Le chiedo, come va. Risponde: ”Fa male il gomito, mi sono fatta male”. Senza dirle niente, inizio a dare comandi mentali ai muscoli e ai tessuti; poi chiedo: “Fa ancora male?”. “No, ora il dolore è sparito”. Qualcuno mi può dire che non è etico, lavorare senza il permesso del malato, ma ci sono coloro che non credono a nulla e stanno soffrendo. In questi casi io avevo lavorato molte volte senza che il mio intervento fosse stato richiesto, e il dolore si ritirava.”

Alcune caratteristiche di questa tecnica:

-       Le Forme Pensiero  (i comandi mentali) spingono l’organismo a lavorare, fanno azionare il meccanismo dell’auto ripristino.
-       Un organo ammalato si vede come un organo ADDORMENTATO,  e occorre SVEGLIARLO.Questo è un momento molto interessante!
-     Ogni organo possiede la propria “mente."
-       Bisogna parlare agli organi con AMORE.
-       Ogni organo, a detta di Vlad, ha un suo carattere: il cuore è il più “intelligente”, il fegato è un “testone”, il pancreas è il più “fine”. Quando gli si parla, bisogna tenerne conto e scegliere le parole adeguate.
-       Per lavorare  con questa tecnica, si deve conoscere, anche approssimativamente, l’anatomia umana, come funziona l’organo, ecc.
-       Lo stress scombussola il normale funzionamento  degli organi.

COME SI LAVORA: 

  1. La Mente del ..... (organo), SVEGLIATI!
  1. Fai bene e in maniera corretta  il tuo lavoro”.
Se l’organo è veramente malato, reagisce e la persona sente qualcosa: formicolio, freddo, caldo – qualcosa.”
(Tra parentesi: personalmente, aggiungo, in questo momento, la visualizzazione. Immagino un organo al quale mi rivolgo come un piccolo omino dormiente, che si sveglia, si stira, si frega gli occhi, e infine, si siede sul letto e mi ascolta alzando la testa.)

  1. Se l’organo ha reagito (sentite qualcosa; un formicolio, una pulsazione, un caldo, una fitta):
Dimmi, di chi è la COLPA (per capire dove sta il problema primario).  Si potrebbe sentire qualcosa in un altro organo. A questo punto, la stessa domanda (“Di chi è la colpa”) si fa anche a questo secondo organo, e se necessario, al terzo... poi si lavora con tutti gli organi che hanno reagito!
Di solito, un dolore recente o improvviso, segnala un trauma (una slogatura, un colpo), o un raffreddamento. In questi casi bisogna lavorare con tutte le parti che fanno parte della  zona dolente (se avete preso freddo, si danno i comandi al tessuto osseo o muscolare per eliminare il freddo).
Se il dolore aumenta gradualmente, sono state coinvolte anche le altre parti dell’organismo. Bisogna risalire alla fonte, al primo organo che si è ammalato.  Se invece, dopo la prima domanda non sorgono altre sensazioni, in altri organi, si lavora con un solo organo.

  1. Nel caso del raffreddamento: “Elimina il freddo e il vento, buttali fuori attraverso le aperture nell’organismo, senza provocare la tempesta nell’organismo”.
  1. “Ripristina la funzione fino al livello genetico dell’organo sano”. Questo si chiede  sempre, soprattutto nei casi, quando  non è possibile studiare l’anatomia o la funzione esatta dell’organo.
  1.  “Genera le cellule nuove al posto di quelle morte, e ripristina le cellule malate fino al  livello delle cellule  sane.”
  1. Bisogna suggerire alla mente dell’organo la funzione che deve fare, nel caso lo dimenticasse.
  1. Per esempio, al fegato diciamo: “Fegato, tu devi produrre la bile di ottima qualità che non formi calcoli.”
  1.  Auguriamo ogni bene e salute all’organo, rivolgendoci a lui con amore.
  1. E’ bene lavorare non solo con quell’organo che fa male, ma anche con quelli vicini, e, obbligatoriamente, con quella sezione della colonna vertebrale che è collegata all’organo. Le vertebre si spostano a causa dei traumi, dei movimenti bruschi, colpi, oppure a causa dei muscoli che si restringono (freddo e vento) e spostano le vertebre.  E’ meglio dare  ai muscoli un comando preventivo:
-       eliminate freddo e vento
-       ripristinate la funzione fino al livello genetico dell’organo sano
-       mettete al posto, definito dal Creatore, i gruppi delle vertebre: cervicali, dorsali, lombari, sacrali, coccigee.
-       si augura salute e ogni bene a tutte le vertebre.

Due esempi:

Il fegato
-       La mente del fegato, svegliati
-       Fai bene e in maniera corretta il tuo lavoro
-       Elimina il freddo e il vento, buttali fuori attraverso le aperture nell’organismo, senza procurare una tempesta nell’organismo.
-       La mente del fegato, ripristina la tua funzione, fino al livello genetico dell’organismo sano
-       Fai nascere le  cellule nuove al posto di quelle morte
-       Ripristina le cellule malate fino al livello di quelle sane

-       Ti auguro la salute e la felicità.

Dolori articolari

Prima di tutto, occorre capire se  il dolore è apparso all’improvviso oppure è cresciuto gradualmente. Se il dolore è improvviso, allora si tratta di una slogatura, di un colpo (colpo di freddo). Si lavora su  tutte le parti che compongono l’articolazione (svegliati, fai bene e in maniera corretta il tuo lavoro..) e si ascolta la risposta. Un organo sano non reagisce a queste domande, invece, un organo malato le sente.

Nel caso di dolori cresciuti gradualmente, è possibile  la partecipazione degli altri organi.
- Il tessuto osseo della caviglia, svegliati
- Indica di chi è colpa
- .... e così via fino a  che non si trovi il colpevole
- Se  dopo la domanda “di chi è colpa?” non si avranno  nuove sensazioni, significa che la causa sta nell’organo con cui state parlando.
- Bisogna svegliare anche  tessuto muscolare, i nervi, i vasi sanguigni, la linfa.
- Gli si chiede di evacuare dall’organismo il caldo, il freddo, il vento, l’infezione, i batteri, i focolai d’inquinamento.
- Eliminare le incoordinazioni nell’articolazione  (con il metodo Puchkò).

 DA PROVARE ANCHE QUESTO:
-       L’area della caviglia, tu mi senti?
-       Rispondimi.
Ascoltate la risposta. 

RINGRAZIAMO QUESTO IGNOTO RICERCATORE CHE CI HA REGALATO UNA TECNICA CONCRETA” CHE PERMETTE DI AGIRE CON PRECISIONE.  

PS. Se volete condividere questo materiale nei vostri blog o siti, sareste così gentili e corretti da indicare la fonte: http://radionicaesoterico-scientificarussa.blogspot.it/